Terne Pitagoriche

pitagoraIl signore nell’immagine, che giustamente pensa di essere “troppo” forte, è Pitagora. Avendo una mente incline alla matematica, arrivò a calcolare che il quadrato costruito sull’ipotenusa è pari alla somma dei quadrati costruiti sui cateti (nel caso di un triangolo rettangolo, ovviamente). So che i Babilonesi arrivarono alla stessa conclusione diverso tempo prima, usando un metodo quasi “grafico”, e noi ringraziamo tutte queste menti brillanti e applichiamo la regola lasciataci in dono per fare i nostri calcoli.

Normalmente conosciamo i due cateti e dobbiamo trovare l’ipotenusa, oppure conosciamo l’ipotenusa e un cateto e dobbiamo trovare l’altro, ma recentemento ho aggiunto alla mia calcolatrice Android (scaricabile da Google Play Store, vedi link)  un tasto che compie un’azione diversa: possiamo inserire un valore per l’ipotenusa e la calcolatrice ci restituirà tutti i possibili valori dei cateti. Questa funzione è particolarmente utile a chi prepara gli esercizi per gli studenti, infatti con un semplice click si possono creare le cosiddette “Terne Pitagoriche”.

Prima di scrivere l’applicazione per Android, ho provato l’algoritmo sul PC, usando il solito FreeBasic. Ecco la schermata relativa ai risultati avendo dato in ingresso un valore di ipotenusa pari a 17.00 :

terne_ss

cliccare l’immagine per ingrandire

La precisione dei numeri è compresa nella regione delle due cifre decimali ; questo vuol dire che sia l’ipotenusa, sia i cateti sono numeri “precisi”, cioè sono terne esatte con al massimo due cifre decimali. Naturalmente, anche se nella schermata si vede A= 2.60 e B= 16.80, vale anche la soluzione A= 16.80 e B= 2.60 ; le simmetrie non vengono stampate dal programma per non dare un’inutile ripetizione.

Chi volesse provare il programma sul proprio PC, potrà scaricare l’eseguibile zippato a questo link ; per decomprimerlo occorre fornire la password che è: eficara . Per verificare che il file scaricato sia l’originale e non sia stato manipolato da biechi individui, potete controllare l’hash MD5 che deve essere: B09D351E99FB13C4E45993F0D56A12C9 .

Nota: ho inserito questa funzione anche nella mia calcolatrice Android (gratuita).

Fammi luce ! Semplice e “illuminante” applicazione Android

La scorsa domenica stavo dando una “ripulita” alle numerose applicazioni presenti sul mio Samsung Nexus. Una tra queste era la “torcia”, utilissima per illuminare la serratura del portone in sere buie. Quando ho visto che questa App occupava più di 7 Megabytes della memoria del mio telefonino, m’è preso un colpo… 7 MB per accendere un Led ? Mi pare decisamente troppo. Allora ho deciso di impegnare un’oretta dell’ozioso pomeriggio per riscrivere lo stesso programma per conto mio. Dato che per controllare il suddetto Led bisogna comunque attivare la libreria per la gestione della telecamera, ho quindi deciso di aggiungere anche una finestra di immagine che riprende ciò che viene illuminato dal Led. Nella foto sottostante vedete lo screenshot dell’applicazione:

fammiluce-scrCome potete notare, il programma è essenziale, niente fronzoli. Semplicemente premete il pulsante On / Off per accendere e spegnere il Led. Tutto qui.

L’applicazione è disponibile gratuitamente su Google Play.

SeaMonkey: cambiare ricerca da google.com a google.it

Ho di recente installato il browser SeaMonkey perché a mio parere è più veloce e meno pesante di Firefox, sebbene sia basato sullo stesso “motore” Mozilla. Eseguendo le ricerche dalla barra di esplorazione, ricevevo sempre risultati da google.com e mi interessava, invece, riceverli da google.it. Esplorando la cartella di installazione del programma C:\Program Files (x86)\SeaMonkey\ ho trovato una sottocartella chiamata searchplugins e all’interno di questa il file google.xml . A questo punto ho trascinato tale file sul desktop (richiede il permesso da amministratore) e con un editor di testo (io uso Geany) ho modificato le tre occorrenze di google.com esistenti nel testo in google.it ; ho quindi salvato il file modificato e dal desktop l’ho nuovamente trascinato sulla cartella searchplugins (anche qui viene richiesto il permesso da amministratore). Al successivo lancio di SeaMonkey, digitando una richiesta, il browser l’ha correttamente inviata a google.it anziché a google.com.

Nota: oggi ho fatto una modifica alle impostazioni di SeaMonkey (edit – preferences – languages) aggiungendo l’italiano ai due linguaggi di default (inglese US e UK) ed ho visto che la ricerca veniva ancora indirizzata a google.it, ma i risultati erano quelli relativi ad un utente “internazionale”. Alla fine ho deciso di rimuovere sia l’italiano che l’inglese (US e UK) lasciando il riquadro dei linguaggi completamente vuoto e così ricevo i risultati corretti. Non ho notato problemi in altre fasi di navigazione web.