Una giornata di Ivan Tassatovic #3 (tramonto e fine)

Ivan si è addormentato sul divano, poco dopo essere rientrato a casa. Ha dormito molte ore, anche perché di fuori un cielo grigio incombente soffocava qualsiasi anelito alla vita. Ivan si è svegliato verso le cinque del pomeriggio ed ha acceso il fornelletto elettrico, mettendo a scaldare dell’acqua in un pentolino. Ogni giorno Ivan prende una tazza di thé, con qualche biscotto spalmato di marmellata d’arancia. Il suo unico lusso. Mentre beve il thé, Ivan resta seduto sul divano, anziché sdraiato, e accende la TV per sentire se ci sono novità. Il thé è caldo e profumato, i biscotti con la marmellata sono già finiti, e il telegiornale comincia. Il parlamento ha dato la fiducia a Monti, di nuovo. Ivan è costernato. Dopo le recenti elezioni amministrative, si era palesato un certo disprezzo, da parte degli elettori, per le scelte dei partiti di seguire una linea di governo evidentemente fallimentare. Gli elettori (quei poveri ingenui) avevano sperato che quel “messaggio” potesse essere sufficiente, ma non è stato così. Ivan è già di cattivo umore. Poi sente che il comandante Schettino, quello della “Concordia”, dopo cinque mesi di indagini, è stato dichiarato “inadatto al comando” e si dice: “però, una deduzione difficile” e ricorda le 30 persone morte in quel naufragio di un transatlantico a 30 metri dalla riva. Ricorda una famosa registrazione audio mandata mille volte nei telegiornali nei mesi passati, “comandante, la gente comincia a salire da sola sulle scialuppe..” e lui: “vabbuo’ “. Poi Ivan pensa a quando (e se) ci sarà una sentenza per il naufragio di Monti, che ha fatto anche più vittime di quello di Schettino; sentiremo, un giorno, una registrazione tipo: “comandante, la nazione sta cominciando a salire da sola sulle scialuppe” e lui: “ne prendo atto, adesso metterò la cosa in agenda e ne discuteremo la prossima primavera, se non avrò problemi più gravi, come l’impressione che faccio ai MERCATI e la messa in piega dei miei capelli” ?
Ivan si chiede se verrà mail il giorno in cui un giudice dirà, in una sentenza, che il primo ministro Monti “è inadatto al comando”, ma ormai ha perso la voglia di agire, ha perso la fiducia anche in Berlusconi, lo ha visto mantenere l’appoggio al governo usurpatore… Ivan aveva una foto di Berlusconi sopra il televisore e lo stimava come uomo, prima di tutto. Ora si sente tradito, ma tradito/deluso/affranto, sente che non ha mai capito chi fosse davvero quell’uomo. Ivan cancella Berlusconi dalla sua agenda. Basta.
Mentre il sole, dietro le nubi, scompare e lascia che il grigio si trasformi in nero, Ivan si mette a piangere, sul suo divano, e getta via il sacchetto usato del thé, che si incolla, ancora umido, sul vetro della finestra. Non ci sono molte cose da fare, la storia è finita, gli eroi sono morti, gli usurpatori vincono ignorando la voce del popolo. Pensano di capire di più e meglio del popolo, pensano di poter sostituire il popolo nelle decisioni “che contano”. Ivan matura una decisione: domani andrà nella più vicina sede della Lega e si iscriverà al partito. Ivan è stufo di gridare contro il televisore che gli manda notizie in cui si vede benissimo che il suo parere è totalmente ininfluente sulle scelte del “governicchio” usurpatore. Andrà alla sede della Lega e diventerà un “leghista”, perché Ivan rispetta quelli che prendono posizione contro le ingiustizie e se poi qualcuno gli dirà, per strada, che quelli hanno fatto imbrogli, che qualcuno di loro ha rubato, lui andrà comunque a iscriversi, perché non crede agli scandali, specie quando ci sono “autisti” che montano preventivamente (chissà per quale scopo) telecamere spia nelle automobili dei loro datori di lavoro e poi mandano le registrazioni (montate in modo professionale e con il taglio perfetto per non lasciare dubbi) ai giornali o alla magistratura, giusto una settimana prima delle elezioni, in modo da scoraggiare L’ ENORME voto a favore di quel partito che ci sarebbe stato (ovviamente, un voto di protesta). Questi ignoti cospiratori, agendo così, hanno favorito il movimento delle cinque stelle, che però Ivan crede sia assolutamente fuori da qualsiasi “piano” e che sia formato solo da brave persone, appassionate in quello che fanno e parecchio stufe dei soprusi che continuano ad essere perpetrati nel Paese. Ivan, quindi, si iscriverà alla Lega e inizierà a fare la sua parte per cacciare via non solo l’attuale governo usurpatore del proprio titolo, ma anche tutti gli altri personaggi che hanno determinato la fine di una maggioranza poderosa (la più ampia degli ultimi venti anni) solo per incapacità di produrre un programma migliore e per l’invidia e la malevolenza verso chi stava lavorando bene. Stavano lavorando bene nonostante gli attacchi quotidiani, sia mediatici che giuridici, provenienti da piccoli ed organizzati gruppi di guastatori, soldati di grandi lobbies e di piccole caste. Ivan inizierà una militanza politica, con un partito che pensava lontanissimo da lui.
Ivan inizierà, sempre che domani si svegli. Ivan lascia un biglietto sotto la lampada. Domani non sarò più quello di prima.

Una giornata di Ivan Tassatovic #2

Prologo ed accettazione dei rischi.

Mettendomi a scrivere di queste cose, così lontane dai miei soliti “tutorials” su argomenti tecnici, ho verificato, in un sol giorno, il crollo della mia posizione nella graduatoria di questo “host” Altervista, dalla posizione 74 (di categoria) alla 224 ! Cavolo, mi sento un elemento dell’attuale governo. Chi altri sarebbe in grado di precipitare così rapidamente ?
Dovrei abbandonare e tornare ai miei “tutorials”, ma è così forte il senso di ingiustizia, così impellente il desiderio che tutto venga modificato, appianato, aggiornato, così intenso il desiderio di tornare ad una vita normale, civile, democratica, che andrò avanti così, pur nella consapevolezza di perdere posizioni in classifica. Resterò comunque una persona in grado di scrivere ottimi articoli tecnici, ma per prima cosa voglio tornare a vivere in uno Stato Libero.

Ivan si è svegliato alle 9 e un quarto, stamattina. Non ha mai un’ora esatta, ogni giorno è una diversa. Forse dipende dal fatto che si addormenta sul divano e che c’è la finestra senza tende, o persiane, o tapparelle. La luce arriva in proporzione al tempo che fa. Se è bello, ne arriva tanta e gialla, se è brutto ne arriva poca e grigia, ma sempre luce è. Stamattina era poca e grigia. Ivan si è svegliato solo perché ha sentito rumori dietro la porta d’ingresso, altrimenti avrebbe continuato a dormire, dormire, dormire, per non dover fare la solita trafila di tutti i giorni: andare a prendere il pane, il caffé e cercare lavoro. Ivan ha lottato per abbandonare il mondo bellissimo dei sogni (in cui era vestito da diplomatico austro-ungarico e ballava con una dama dai capelli più alti di quelli di Marge Simpson, ma di colore biondo), per rientrare in questa schifosissima veglia in un appartamento senza personalità, con la vista sul fiume. Alla fine Ivan è in piedi, in mutande e canottiera, e si avvia verso il minuscolo bagno, dove espelle ciò che resta della birra del giorno precedente. Sotto il piccolo termosifone c’è una bilancia digitale, lasciata lì dalla ex moglie di Ivan, fuggita un paio d’anni prima con un giovane arrivato in casa come ospite del programma Erasmus. Ivan si pesa, come ogni mattina. Se il peso scende, Ivan esce di buon umore, altrimenti esce scoraggiato. Ivan  non capisce come mai, pur non mangiando praticamente niente a pranzo e poco a cena, il peso tenda a salire. Pensa che la rabbia faccia ingrassare. Oppure la birra. Ma no, la rabbia.

Ivan cerca qualcosa da mettersi. non ha molte cose e quindi la ricerca dura poco. Ormai non ci tiene più, all’aspetto fisico. Ormai non lavora, non ha amici, non ha una donna, non ha più nessuno da ammirare, non ha un governo, non ha un futuro, non ha denaro. Per semplificare, si mette le stesse cose del giorno prima e quindi esce. Non usa mai l’automobile, anche se nel parcheggio c’è la sua piccola utilitaria. Non ha più i soldi per la benzina. Il posto di lavoro più vicino è a 25 chilometri da casa e sono 50 ad andare e tornare e ci vogliono 5 litri di benzina, quindi quasi 10 euro, e Ivan non sa se, una volta arrivato lì, ci sarà qualcosa da fare oppure no. Ivan non ha più niente e preferisce spendere dieci euro per sette litri di birra. E’ incredibile che la benzina costi più della birra.

Ivan si avvia lungo la strada e arriva al bar per il caffé. Ci sono i giornali, fruibili gratuitamente per gli avventori. Con 90 centesimi prende il caffé e li legge tutti. Notizie, le stesse per tutti, ma viste in modo diverso: un ladro è un ladro o una vittima del sistema, a seconda dell’orientamento politico. La crisi è “nera e bisogna cambiare” oppure “usciremo dalle difficoltà grazie al rigore e alla crescita”. A Ivan le parole “rigore” e “crescita” del governo in carica, fanno venire in mente i capelli di Monti: il rigore nel tenerli ordinati e immobili anche con un vento da 200 Km/h e la crescita perché ce li ha ancora. Ivan pensa che uno che si “tiene sù con gli spilli” come quello là, non è una persona sincera, non è uno di cuore, non è uno con cui lui andrebbe a bere una birra la sera. Se dovesse votarlo come proprio rappresentante, non lo farebbe MAI, nemmeno torturato. Ma ca**o, ora che ci pensa, Ivan si rende conto di non averlo votato ! E non solo lui, nemmeno quelli che la pensano in modo del tutto diverso. Nemmeno loro l’hanno votato !

Ivan finisce il caffé, saluta il barista ed esce. Deve comprare il pane. Un panino piccolo, per la sera. Se non c’è altro da mangiare, Ivan se lo sbocconcella un po’ per volta, seduto sul divano, la sera a casa. Il panino costa 48 centesimi di euro, ma il panettiere afferma che dovrà aumentare il prezzo perché ha avuto “una circolare” che gli impone un nuovo prezzo. Ivan dice che una volta l’economia funzionava in modo semplice: quando giravano i soldi, i prezzi aumentavano e quando di soldi non ce n’erano, i prezzi calavano. Era una compensazione automatica. Ora è rimasta la fase dei prezzi che salgono, ma è finita quella dei prezzi che calano e così, come in ogni situazione in cui si continui a gonfiare una cosa che ha un limite, finirà per scoppiare tutto.

Ivan telefona ad una persona che forse potrà avere un lavoro per lui. La persona non c’è, “riprovi domani” gli dice la signorina al telefono. Ivan si avvia a piedi verso casa, però si ferma su una panchina e si siede, guardando il fiume che scorre lento. A volte ha pensato di buttarcisi dentro e lasciarsi portare via dall’acqua gelida, senza più preoccuparsi di nulla. Ha pensato di lasciare un biglietto con scritta una valanga di vaffanc**o a tutti quelli che hanno portato un Paese meraviglioso, che doveva vivere di arte, turismo, moda e invenzioni ad essere vittima di quattro bastardi che stanno lì dietro un computer e vendono e svendono e comprano e muovono i soldi senza avere coscienza del fatto che un conto chiuso all’altro capo del mondo può significare la fine della vita di molte persone. Ivan crede fermamente che la speculazione finanziaria sia la massima espressione del demonio sul pianeta. Ivan odia i terroristi, odia i bombaroli, odia gli estremisti, odia tutti quelli che ammazzano la povera gente innocente, pensa che la dimensione umana debba essere fatta di amicizia, di scambio, di lavoro che crei qualcosa. Ivan crede che se tutti i soldi che vengono dilapidati in faraoniche imbecillità, venissero assegnati a giovani volenterosi, sotto forma di un piccolo pezzo di terra da coltivare, con una casetta prefabbricata di 33 mq per starci in due (preferibilmente un uomo e una donna), si renderebbero felici tante persone e si vivrebbe in un mondo più giusto, più consapevole di cosa conti davvero, un mondo in cui a Ivan non verrebbe più l’idea di scendere nel fiume e lasciarsi andare.

Una giornata di Ivan Tassatovic #1

Ivan Tassatovic vive da solo in un piccolo appartamento di un condominio con vista sul fiume. Il suo appartamento è molto modesto: una sola stanzetta nella “zona notte” in cui trovano spazio solo un letto da una piazza e mezza e un piccolo armadio, poi c’è una spartana “zona giorno” con un tavolo da pranzo accostato ad una parete, un fornello elettrico, un minifrigo ed un divano ocra in finta pelle, da due posti, insufficiente in lunghezza per sdraiarsi. In più, come contatto con il mondo esterno, c’è un televisore da 22 pollici a led, vinto ad una fiera di paese ; questo era il secondo premio. Il primo, un culatello di Zibello, era andato a un vecchia signora che aveva comprato il biglietto esattamente un minuto prima di lui.

Ivan è senza lavoro, da tempo. Vive in modo metodico, ha un “calendario” di azioni quotidiane che esegue, puntualmente, sempre alla stessa maniera. La giornata, per lui, comincia poco dopo la mezzanotte, come è giusto che sia. Infatti, a quell’ora, accende la TV e si mette sul divano, cercando di sdraiarsi. Il divano è corto e perciò su un bracciolo appoggia la testa e sull’altro l’incavo delle ginocchia e resta così, con metà delle gambe che penzolano fuori. Non ci fa caso, è abituato. Ha per terra due bottiglie di birra ed un bicchiere lurido, che non lava mai perché è convinto che a fare male non sia l’alcol della sua bevanda preferita, ma i saponi che vengono usati per lavare i bicchieri. Sul petto ha il telecomando, appoggiato dalla parte dei bottoni di gomma. Usa questo trucco dopo aver scoperto che il telecomando, se messo sul petto dal lato liscio, cade per terra e si apre (sputando fuori le pile) ogni volta che lui si addormenta o si gira di lato. Dal lato della gomma, invece, il telecomando gli resta quasi attaccato e lo trova anche “alla cieca”, quando le birre hanno fatto il loro lavoro e la sua mente è lì che naviga tra le menzogne della TV e la realtà della sua vita.

Ivan Tassatovic ascolta le notizie in TV e strilla, lì nel suo piccolo alloggio. Urla e strepita contro quei deficienti, quei co**ioni, quegli imbroglioni che stanno mandando tutto in rovina, nel suo Paese. Ascolta le ultime notizie sulla Grecia. Gli “economisti” pubblicano alcuni dati sulle loro previsioni in caso di uscita immediata, di quella nazione, dalla zona Euro. Sullo schermo passano dei numeri, segni negativi forti, grandi ribassi, grandi sciagure. Però Ivan ricorda le previsioni degli stessi economisti, quando pochissimi anni prima, la Grecia aveva fatto di tutto per entrare nell’Euro. I diagrammi erano esattamente gli stessi, anche i numeri, solo i segni erano diversi: tutti positivi. Gli economisti (gli stessi) avevano previsto che l’ingresso nell’Euro avrebbe portato un sacco di benefici. Allora Ivan pensa che gli economisti non capiscano un ca**o, oppure si rendano benissimo conto del fatto che vengono pagati bene sia quando dicono “A” che quando dicono il contrario di “A” e quindi, almeno UNA economia è salva. Quella della loro famiglia.

Ivan vede che, in un servizio TG, si parla anche dell’andamento del SUO Paese, vede che, nonostante le tasse siano aumentate in modo pazzesco negli ultimissimi mesi, il gettito risultante è notevolmente inferiore a quello dell’anno precedente. Allora cerca la bottiglia e beve ancora un po’ . Ricorda la frase di un ministro: “controlleremo le spese degli Italiani, verificheremo che non ci siano parassiti” e poi ricorda il “consiglio dei ministri”, citato in una schermata azzurra sul TV, autore di uno spot mandato spesso, ma tanto spesso. Sarà costato almeno 5 milioni di Euro, quello spot coi parassiti, le pulci, gli acari, la tenia del cane, e alla fine la faccia di quello che non “paga le tasse” ; però, tra tutti questi sciagurati organismi parassitari, mancavano del tutto quelli più deleteri… i deputati e i senatori e i loro aiutanti. Strano modo, pensa Ivan, di discriminare i parassiti. Poi Ivan si ricorda di una frase sentita in TV, mentre stava per crollare nel sonno, una notte ; una frase che parlava della ferma volontà, da parte del fisco, di controllare le spese degli Italiani, per esempio nel settore dei viaggi e del turismo e del come queste potessero essere un “indicatore di reddito” tale da far scattare accertamenti su chi le effettuava. E Ivan pensa: “mah, mi sembra una vera ca**ata. Se uno ha messo da parte in un anno, mettiamo, mille Euro di “extra” e decide di andare in una agenzia di viaggi per comprare un “pacchetto” per 5 giorni a Berlino ( per guardare la Merkel da vicino ), finisce che ci paga l’IVA, su quel “pacchetto”, quindi facciamo… 200 Euro ; poi andando alla stazione per prendere il treno, si beve un caffé e ci paga l’IVA… oppure se usa un aereo, paga le tasse aeroportuali, oppure ci va in automobile (poveraccio) e allora paga oltre un euro di tassa per ogni litro di benzina… Allora quest’uomo, questo evasore, ha pagato un mucchio di soldi di tasse, nonostante uno stato iniquo e prevaricatore lo consideri “un evasore”, ed ha fatto il suo viaggio. Se invece quell’uomo, spaventato dalle minacce del ministro, non usa quel denaro, considerato “sporco” dallo stato, ma, accidenti a loro, pur sempre frutto di LAVORO, non spende per il “pacchetto”, non spende per il caffé, non spende per il treno, l’aereo, la benzina. Non spende. E il gettito fiscale diminuisce. Ci vuole tanto a capirlo ? Ivan pensa, che co**ioni, c’è solo un modo in cui il fisco possa migliorare le sue entrate. Rendendo la tassazione una cosa giusta, umana, e fornendo, a fronte dei denari versati, servizi adeguati alla spesa sostenuta.”

Poi, Ivan spegne la TV e cerca di dormire. La mattina si muoverà di nuovo, con i pochi spiccioli che gli sono rimasti, per trovare un lavoro. Sa che sarà difficile, perché chi crea il lavoro, i piccoli imprenditori soprattutto, sono fermi, si impiccano perché le banche non fanno più credito. Le banche sono occupate a “giocare” in borsa. La maledetta gioventù del “Monopoli”, hanno cominciato con Viale dei Giardini e Parco delle Vittorie e non capiscono che le attività finanziarie, fini a se stesse, portano sempre alla rovina. Ivan pensa: se le banche vogliono scommettere i soldi avuti dai loro clienti o (in massima parte) dai cosiddetti fondi -di salvataggio- degli Stati, non giochino in Borsa, ma si buttino sul gioco del Lotto. Con attente analisi statistiche è possibile perdere poco. E poi, anche in caso di grosse perdite, è lo Stato ad aver vinto, e così soldi rimangono “in casa”.

E riflettendo su queste cose Ivan si addormenta, sul divano, e gli casca il bicchiere mezzo vuoto di birra per terra. Domattina il pavimento puzzerà e forse pure lui. Però Ivan è pulito dentro.

io protesto #6 (e forse smetto)

Bene, a giudicare dai segnali che vedo intorno a me, l’attuale usurpatore, il governo non eletto di Monti, sta per concludersi. Era ora… Il nuovo voto aprirà una fase complessa, dato che i partiti “storici” sono in profonda flessione. Il voto, ovviamente, li spaventa tutti, perché temono di non riuscire più a prendersi quei privilegi che hanno avuto fino ad ora. E se lo meritano. La “casta” ha esagerato. “Il popolo ha fame, maestà… e non ha il pane” diceva un consigliere alla sovrana, e lei: “date loro delle brioches”. Date risposte così e rischiate di perdere la testa… Chiaro, quella volta si trattava di re e regine, non erano banalissimi “onorevoli”, ed avevano, per lo meno, la giustificazione di essere nati così e di dover per forza essere re e regine, mentre gli onorevoli (se non tutti, una gran parte di essi) potrebbero tranquillamente andare a spalare il letame nelle porcilaie, senza essere affatto “sprecati”, anzi, probabilmente trovandosi finalmente al posto giusto con lo strumento giusto e finalmente assolutamente competenti per l’incarico loro affidato.

Bene, dopo tanti governi che saltano in Europa, ora tocca a noi ; presto toccherà alla Merkel, che è una delle persone più ottuse che io abbia mai visto nella Germania del dopoguerra. Anche lei verrà censurata e licenziata dal suo Popolo. E’ la crisi dei governanti che se ne strafregano della “base”. E’ la crisi di chi vuole governare senza conoscere la vita dei governati; il distacco tra la teoria e la pratica, l’esistenza di chi si muove senza mai prendere il PROPRIO portafogli per PAGARE. La vita di chi vive “rimborsato” e “strapagato”. Questo modello deve finire, è insano, sbagliato, offensivo e insostenibile in un mondo dove non si può più nascondere nulla.

Allora, siccome l’Euro potrebbe anche sopravvivere, se si modificassero certe cose, la mia proposta è: tutti gli stati dell’Euro chiedano, cortesemente, alla Germania di togliersi di mezzo e tenersi la sua rigidità. Continuino pure a fare le loro politiche ed escano LORO dall’Euro, lasciando a noi la possibilità di andare avanti. Se le loro imposizioni sono gravose per tutti, non capisco perché debbano essere tutti a soffrirne. Se ne vadano loro, i tedeschi (anzi, la Merkel), è più facile.

Quando verranno a fare i turisti da noi, pagando in marchi, faremo loro dei prezzi adeguati, molto, ma molto rigidi.

io protesto #5

L’avevo detto ieri, “non distogliamo l’attenzione” e puntualmente è stato così. Invece di prendere atto della inevitabile e doverosa fine di un “colpo di governo”, si parla di terrorismo. Italiani, non fatevi fregare. Episodi isolati sono sempre accaduti e questi usurpatori vogliono solo distogliere la vostra attenzione: vogliono farvi credere che dovete avere paura e che quindi non sia il momento giusto per mandare via questa gente inetta e foriera di veri e propri disastri economici (loro stessi). E se vi dicono che le proteste, più o meno rumorose, verso Equitalia siano una novità, fate una cosa semplicissima: andate su google e mettete nel campo di ricerca la frase “busta equitalia 2008″ e guardate i risultati; poi provate con altri anni e altri sostantivi. Vi accorgerete che le proteste verso questa “bella gente” ci sono sempre state, fin da quando sono esistiti i soprusi (e ripeto, soprusi) verso la povera gente. Ho letto frasi pubblicate, citazioni di parole di qualche nuovo “ministro” (non eletto) della Repubblica, parlare del DOVERE di pagare le tasse. Dovere, sì, ma di pagare IL GIUSTO. Noi abbiamo una pressione fiscale insostenibile, e a fronte di questo altissimo costo, una serie di disservizi “globali” che impressionano. Tutto ciò per cui paghiamo, funziona MALE. Ogni cinque minuti si sente una notiza per cui il denaro pubblico è finito nelle tasche di furbetti, furboni, mafiosi, politici, enti fantasma. Come si fa a chiedere di pagare le tasse, quando le tasse non tornano ai cittadini ? Hai voglia a fare gli spot con i parassiti… io ci avrei messo 900 + 600 parlamentari, al posto della tenia del cane. E senza neanche fare gli ingrandimenti col microscopio, i parassiti del Transatlantico sono visibili a occhio nudo. Ci siamo dimenticati dei princìpi della Repubblica e della Democrazia. Il popolo, il PADRONE della Nazione, assegna a persone di fiducia il compito di amministrare lo Stato. Il popolo assume dei lavoratori. I lavoratori si liberano del Popolo e fanno quello che cavolo gli pare. Fine della Democrazia.

Si deve votare, OK, è l’unico modo per venirne fuori. Anche se il Presidente della Repubblica ha giudicato gli Italiani inetti, incapaci di scegliere, ed ha scelto lui per noi, affibbiandoci un nuovo senatore a vita e quindici incompetenti con precedenti da incubo (tutti ben stipendiati, alla faccia del primo passo, i tagli sul costo della politica), anche se siamo stati privati dei nostri diritti, ce li riprenderemo, perché i prepotenti perdono sempre. Ma ora per chi voterò ? Da vent’anni ho sempre avuto una certezza: Berlusconi. Un grande uomo (nonostante una sinistra priva di fantasia abbia sempre insisitito sulla sua bassa statura scheletrica). Ora, certamente, non voterò più per lui. Mi ha deluso profondamente. Ho avuto un primo sospetto sulla sua debolezza quando ha lasciato che un traditore come Fini continuasse ad avere un ruolo istituzionale, uno tra i primi quattro dello Stato ; poi, la seconda enorme delusione, quando ha ceduto il governo a Novembre 2011. Novembre 2011, neanche sei mesi fa… incredibile. La magistratura non è riuscita a farlo condannare per nessuna cosa, da vent’anni, nonostante ci abbia provato, oh, se ci ha provato. Poi, qualcuno ha capito che forse avrebbe ceduto se costretto a pagare 560 milioni di Euro. Io l’ho visto cambiare da quell’evento. Mi sono detto: anche lui ha famiglia, avrà pensato: “se non mi ritiro, questi mi portano via tutto e riducono anche i miei figli in povertà”. Allora, come qualsiasi genitore, ha ceduto le armi. Ma allora io, adesso, per chi voto ? Chi c’è che possa rappresentarmi, chi può essere autoritario coi forti e gentile coi deboli ? Mi vengono in mente un vecchio e un nuovo; il vecchio è la Lega, con le opportune, anzi doverose, epurazioni… il nuovo avrebbe potuto essere il movimento di Grillo, ma ho visto il comico assumere atteggiamenti da “Ve la dò io l’America”, ma verso l’Italia e l’ho visto personalizzare, interiorizzare, le reazioni dei “politici” e reagire come un uomo che finalmente si prende una vendetta sul “Sistema”… e non mi è piaciuto. Allora ? Allora voterò Lega, ma non perché sia “il meglio”, solo perché è il “meno peggio”. E poi, propongo che sia direttamente il Popolo a votare ANCHE il Presidente della Repubblica. Io non posso accettare che i miei servitori prendano l’iniziativa di delegare ad altri servitori le mie scelte iniziali. Io sono parte del Popolo, io sono quello che decide. Nessuno deve essere al di sopra di me. Se volete fare diversamente, non mi parlate più di Democrazia, ma allora accettate quello che accade, sempre, ai dittatori. Loro vengono deposti dal Popolo, spesso in modo violento.

P.S. l’idea di qualche brillante “ministro” di tassare le bevande gassate, proposta dei telegiornali e dalla carta stampata come una inedita soluzione per incrementare gli introiti del fisco e difendere la salute, non è certo una novità… Cercate su google, “Francia tassa bevande gassate”. Spero, con tutte le mie forze, che da noi le bollicine tassate non siano quelle degli ottimi spumanti e degli allegri frizzantini… :)

io protesto #4

Equitalia si lamenta : non si sentono amati. E quando mai lo “Sceriffo di Nottingham” è stato amato ? Sono gli esattori di un fisco ingiusto e quindi sono, giustamente, odiati. Ma l’odio mitigato dalla ragione si trasforma sempre in un “grrr” bofonchiato con rabbia e non si trasforma in violenza se non quando i soprusi e gli abusi d’autorità non diventano insopportabili. Io stesso, in passato, ho avuto modo di vedere – in prima persona – come i funzionari dell’Agenzia delle Entrate (and friends) trattino con atteggiamento sprezzante e borioso i malcapitati che si trovano convocati nel ruolo di evasori e delinquenti. Alla fine, sempre, si scopre che c’è stato un errore di trascrizione. Il commercialista, occupato a fare cose più serie, ha demandato la vostra piccola dichiarazione dei redditi alla ragazza in prova, appena uscita da ragioneria, che è normale che sbagli, perché sbagliano tutti, dato che le norme sono fatte apposta per essere a “multipla interpretrazione”. Così si può tranquillamente perdonare il potente e punire il debole, quello che è il collaudato modello “Re Giovanni, usurpatore” e “Sceriffo di Nottingham, esattore”.

Poi, per diversificare l’offerta di fatti angoscianti, viene data notizia di rivendicazioni di atti violenti verso dirigenti di aziende “intoccabili” e si introduce la parola “terrorismo”. Ma il terrorismo, in Italia, non riuscirà MAI a fare niente, perché non avrà MAI una base popolare. Gli Italiani si incazzano, perché no, ma non sono né assassini, né bombaroli. C’è qualche pazzo in giro, ma se non diamo peso a quelli che creano lutti con poderosi crack finanziari, perché mai dovremmo dare peso a quelli che si mettono in mano una pistola e credono di essere guidati da una “voce” o da un idiota senso di lotta di classe ? Sono pazzi e basta.

Non distogliamo l’attenzione dai fatti reali. I fatti dicono che noi abbiamo perduto le persone che avevamo eletto e ne abbiamo avuto in cambio altre, senza il nostro consenso. Se si osservano i fatti degli ultimi giorni, non si può non notare che c’è una progressione geometrica del dissenso. Si è cominciato in sordina e, a mano a mano che “la cricca” dei non eletti compiva le professorali scelte, si scivolava sempre di più nei debiti, nell’incredulità, nella disperazione. E’ chiaro, anche se quelli osano dire che le cause della crisi sono di altri, non hanno la minima idea di come risolverla. Se “le autorità” (ma non è il popolo l’unica autorità, in democrazia ?) avessero chiamato idraulici, barbieri, panettieri e maestri di yoga, al posto di questi “specialisti”, avrebbero ottenuto risultati migliori.

E allora come finirà ? L’effetto valanga, l’impennata della curva, la caduta del governo, le elezioni. Dicono Ottobre, io credo che sarà prima. La Grecia non farà il governo e voterà di nuovo tra un mese. Uscirà dall’Euro e NON restituirà i soldi. Questo significa che la Spagna, che avrebbe voluto anche lei prendere un po’ di soldi, non li avrà ed entrerà in crisi profonda. Uscirà dall’Euro. Poi toccherà a noi. Vincerà le elezioni non la protesta di prima botta, quella delle cinque stelle, ma il partito che dichiarerà, immediatamente, di voler operare così: 1) uscire dall’Euro 2) dimezzare la pressione fiscale 3) allontanare gli esponenti dei vecchi partiti che hanno dato prova di non conoscere il mondo del lavoro ed i problemi della “gente comune” 4) tagliare di 50 centesimi di euro il costo della benzina 5) iniziare a costruire case popolari per i giovani, che dovranno PER LEGGE poter avere un appartamento proprio, in affitto, a max 250 euro al mese, per poter iniziare una nuova vita 6) tassare almeno al 27% (all’origine) OGNI operazione di borsa che “puzzi” di speculazione (praticamente il 90% delle transazioni), perché si può aiutare un’azienda a crescere, ma se le cose sono sane, le variazioni di valutazione sono dell’ordine dello 0,1 per cento in una settimana ; quando si varia del 1, 2 3 per cento al giorno, non si sta finanziando un’attività, si sta scommettendo 7) imporre alle banche di limitare “lo spread” tra gli interessi dati a credito e quelli pretesi a debito al MASSIMO al 4% . Inoltre, le banche NON potranno comprare titoli di stato di altre nazioni, né titoli di borsa. Dovranno SOLO prestare denaro e ricevere gli interessi corrispondenti. Se dicono di fallire, le si lasci fallire 8 ) lo stato smetterà immediatamente di emettere titoli del tesoro, perché il tesoro non c’è. Gli interessi al 5/6/7 per cento a dieci anni, significano che tra dieci anni si dovranno pagare tutti i soldi presi dalla vendita attuale, più il 5/6/7 per cento e allora saranno i nostri figli a dover pagare 9) lo stato dovrà smetterla di finanziare attività ed enti creati esclusivamente per “fare un favore” a qualcuno. Niente sovvenzioni a chi non vale. Ho visto spettacoli teatrali PENOSI finanziati dallo Stato, ho visto concerti in cui la musica cercava di fuggire, finanziati dallo Stato, ho visto giornali in cui erano più i “giornalisti” che i lettori, finanziati dallo stato. BASTA. I finanziamenti devono andare a chi vale. Il valore non è un parametro negoziabile 10) il parlamento dovrà essere ridotto a 5 persone per Regione, per un totale di cento parlamentari. Gli altri, VADANO A LAVORARE 11) cancellazione immediata delle pensioni per i parlamentari. Guidare il Paese è un onore, lo stipendio è ottimo e non si può prendere una pensione d’oro per tutta la vita per aver svolto questo compito per un paio d’anni.

Sono convinto che nessuno saprà promettere e mantenere TUTTO questo, ma vincerà chi si avvicinerà di più. Io spero di poter dare, finalmente, il mio voto non oltre la fine di Giugno. La progressione geometrica non mente, il picco avanza, non si arriverà ad Ottobre, e se si vorrà rimandare a tutti i costi, la rivolta sociale diventerà ingestibile.

Probably true Corner: #6 WaterShadow

This “invention” was posted by me on the PPL (Pocket Programming Language) forum in 2009 August, then removed from that place and posted again on HcH/TechKnow forum some months ago. Now I decided to post a copy on my own blog, why not ?

Imagine the scene: you are driving your new car, a beautiful red cabrio, on a panoramic road, having the mountains at the left and the sea at right. The sun is brilliant and some puffy clouds have lazy movements due to a gentle breeze. Your car stereo is playing your favourite song, “Mamma”, performed by tenor Beniamino Gigli. The road is almost free, just minimal traffic, so you can follow your brain while it is remembering…You are free for three months, having sold your last project and having been paid “cash”. You automatically put a hand on your wallet to feel the sensation of thickness. What a wonderful day… you look at the sky and think: “someOne , up there, loves me”. You have a usb key in your leather jacket. It contains the final release of Uberoid that you stolen from the yacht of HCH during the party for his first billion dollars. While the host was making his speech, you gone to his cabin and opened the strong-box using the password “seven-inch-8650″. The usb key with last Uberoid release has an enormous value for your customer, the famous software house that is owned by Booble. After committing theft, you changed your frac with diving suit and abandoned the yacht swimming to the cost with your perfect style. While you’re remembering, you see a poster at road side: “Visit Paradise Beach, the best place on the sea of this planet”. Just a while to take the decision, then you go right to the exit way for paradise beach….
Paradise beach is a beautiful place, a small village built very close to the sea. The road comes from the panoramic way and goes down to the center of village. There isn’t a way out, you have to come back on the same way you come in. Along the road, all the house’s windows are plenty of flowers and there are, also, many trees; peaches, lemons, and some mellon tree that’s very dangerous if you walk very near to it, because sometime a mellon falls and crashes with a giant red splat. When you arrive at Paradise Beach, you can park under a huge tree with a large shadow. You can always find a park, cause the traffic is very rare. Well, you now are arrived in this small paradise, so park your car and wear your bathing suit, then take wallet, usb key, car stereo, car keys and the bath towel and go to the beach. Walking along the pier you find an old fisherman that is sitting on a old tyre, repairing a net… near to him stays his son, that’s studying on a net-book. Finally you’re on the beach. Take a deck-chair and stay some minute looking at the sea. It’s very inviting… but… where to leave your precious things ? You have the usb key, the money, the car keys…mmmhh. What a great idea: you decide to put all his things on the deck-chair, covering all with your bath towel. Nice, nobody can note there is a little bubble in the middle. OKAY, lets go to swim !!! Eeeeeeeeh… SPLASH. You’re are in the water… temperature: perfect. Absolute transparency, you can see up to the depth… You start swimming, parallel to the beach. Sometimes you have a little stop, just to see if it’s all right on your deck-chair, and after that, run and run again, in that perfect water under that brilliant sun. Another small stop and you see something changed on the beach. A blonde hair girl is running, making low speed footing, and wears a mono-kiny, or top-less. Every step of footing makes oscillating her (generous) top. You are now flat on water, simulating the “dead man”, but your eyes are going up and down, synchronously with the blond girl steps. You have an idea: if you can have a romanthic dinner with that girl, this will going to be a perfect day. So you fast swim to the beach, and quickly reach your deck-chair and take the bath towel  to dry yourself. But there is a problem. Under your towel there is nothing of your precious things: no usb key, no wallet, no cellphone, no car keys. Your hearth stops for a while. A quick look at the park area confirms your horrible suspect: the car too has gone. Another missing beat at your hearth. Now you turn (slowly) in the direction of blonde girl. She’s vanished. At this point you fall on the sand, on your knees, and after a couple of seconds, you lay out in the sun. A rumble of thunder awakes you. Heavy grey clouds are filling the sky, just in a moment it is a flood. Well, all this will not happen if you decide to approach my…

Invention #6: the (c) WaterShadow

This device is composed by a orange box of 36x24x12 cm. On the top of the box there is a solar cell, capable of charging the internal batteries and powering the electronic circuit inside; in the bottom part there are two small but powerful electric motors with propellers and two ultrasonic sensitive microphones. The internal part of the box is almost available to the user: you can put in your car keys, documents, usb keys, cellphone, bath towel etcetera. The all box is fully waterproof, thanks to neoprene seals. Another fundamental part of this invention is the wrist bracelet with special ultrasonic emitting capsule. When you want to swim and you have precious things, and you don’t want to leave them abandoned on the beach, put all inside your WaterShadow box and wear the bracelet. Then go into the water and take with you the orange box. When in the water, the box will follow you everywhere, using his double ultrasonic microphones for tracking your emitting bracelet. Have a nice swim and forget any problems.

Special notes:
1) If you swim too slowly, the WaterShadow can overtake you, and sometimes can play an “hurry up” with the embedded loudspeakers.
2) Some californian scientist asserts that the ultrasonic beep emitted by the bracelet can attract male sharks, but I can calm down you, it’s not true. It can attract only female whales.

Post Scriptum:
in the first release of this invention, I received a message from a friend that would make me informed about the fact that melons doesn’t grow on trees. Then I proposed a real proof of the correctness of my words, publishing this picture :)

io protesto #3

Monti dice che arriverà fino al 2013. Io dico che se Monti rimane, non ci sarà il 2013. Ora, finalmente, ho capito la profezia dei Maya. Ecco perché finirà il mondo : perché i popoli sono oppressi da persone con i capelli in ordine e i cervelli pieni di buchi. Ma chi l’ha messo lassù ? Non io, non gli altri, l’hanno fatto senatore a vita (non avrà MAI problemi di pensione) e per buona misura hanno messo un’altra quindicina di persone a corredo. Tra l’altro, se ben ricordo, l’attuale ministro dello sviluppo economico fu quello che determinò la fine della Olivetti, dopo aver speso i pochi soldi rimasti nella trasformazione in Omnitel e dopo aver venduto questa a gruppi più grandi. E lo sappiamo cosa succede nelle varie telecom o telekom, qui da noi o non troppo lontano dall’Italia. E nello stesso periodo, un produttore di maglioni e magliette si è comprato le autostrade d’Italia. Ma quanti maglioni bisogna fare per comprare migliaia di chilometri di autostrade ? E poi, non si doveva smettere di pagare il pedaggio una volta coperte le spese d’impresa ? Le autostrade erano nate “per unire” e in altri stati è andata davvero così. E ora, anche i vecchi monti di pietà (tipo paschi) oltre ai monti che fanno pietà, mostrano la corda. Siamo a un livello insostenibile e il mio (ex amato) pdl continua a dare appoggio al “governo” (??) , il mio (ex amato) Berlusconi fa finta di niente. Aspetteremo la Grecia, che uscirà senza alcun dubbio dall’Euro e se non lo fa velocemente, tornerà al regime dei colonnelli. E dopo la Grecia sarà la Spagna e noi staremo ancora a parlare di rigore. Monti: il rigore non c’era… O se vuoi andare avanti così, di te si ricorderà, in futuro (se ci sarà un futuro) che hai creato un neologismo latino, il “Rigor Montis”.

Politici, SVEGLIA ! Non si può sostenere una moneta comune che vale di più in uno stato e di meno in un altro. Abbassiamo l’asticella, ognuno si renda conto di quanto in alto può saltare ed, eventualmente, torniamo a fare le vecchie manovre del “serpente monetario”, quando c’erano esattamente le stesse disparità tra le varie valute europee, ma ognuno poteva scegliere autonomamente come gestire la svalutazione in funzione dei mercati mondiali. Quando il nostro attuale usurpatore di governo (Mario Monti) firmò, nel 2002, un patto di stabilità che era chiaro a TUTTI sarebbe stato insostenibile, (usando una penna “Monti-blanc”) fece il solito esercizio di superbia, così come fa adesso dicendo che arriverà al 2013. Io spero che lui ci arrivi come essere umano, ma MAI e POI MAI come capo del governo della MIA ITALIA. Quest’uomo non ha mai avuto un seppur minimo contatto con la gente normale, quella che ama e lavora. Quest’uomo NON può governare uno stato, qualsiasi stato e men che mai l’Italia e NON DIMENTICHIAMOLO: NON E’ STATO ELETTO !

Immagine di un disco

In questa pagina parliamo di immagini del disco…

Questo è un disco volante :) e non ha niente a che vedere con quanto voglio descrivere.
Nonostante sia definito “disco”, quello di cui voglio parlare è un dispositivo di forma rettangolare.

I più smaliziati avranno notato la totale assenza di forme rotonde ; eppure… sono dischi.

Per “immagine del disco” si intende un file in cui è salvata una copia di TUTTO il contenuto di un disco, SETTORE per SETTORE, quindi non importa che tipo di file system sia installato, quante partizioni, quali. E’ una serie di blocchi di dati grezzi, messi insieme (per comodità) in un file che può essere utilizzato (con appositi programmi) per “clonare” su altri dispositivi un disco originale, rispettandone la struttura (partizioni con relativi file-systems) ed i dati contenuti. Uno strumento formidabile per trasferire via internet (o su supporti di memoria USB) un intero disco.

Parlando di programmi in grado di “trattare” questi files immagine, questi sono disponibili,
spesso gratuitamente, su moltissimi siti internet e basta fare una ricerca con Google per
avere l’imbarazzo della scelta. Io, dopo aver dato un’occhiata in giro, ho scelto Win32 Disk Imager perché è open-source (mi piace vedere cosa c’è dentro) e si è comportato benissimo nell’uso pratico. Il link al sito dove può essere prelevato è disponibile nella parte destra della pagina, sotto “links utili”.
ATTENZIONE !!! Questi programmi scrivono sul disco in maniera “cieca”, cioè se dite loro di scrivere il contenuto del vostro file immagine copia_di_disco.img sul disco C: , vi ritrovate SENZA PIU’ IL VOSTRO SISTEMA OPERATIVO, perché il disco C: , al termine delle operazioni, è diventato il “clone” di quello salvato a suo tempo sul file copia_di_disco.img . Triplo check, quindi, della lettera indicante il supporto di destinazione per la copia.
In genere queste operazioni sulle memorie flash si effettuano su chiavette USB o sui lettori interni di SD-Card del proprio Netbook / Notebook ; verificate BENE, quindi, quale lettera di unità sia stata assegnata dal sistema alla periferica. Qui sotto c’è la finestra del programma in esecuzione :

Potete vedere in alto a sinistra il nome del file, in alto a destra la lettera di unità e in
basso i comandi. Write scrive il contenuto di un file .img sul disco (F: in questo caso) e Read legge dal disco e salva su un file (qualora voleste fare una copia di un vostro disco).

Un altro programma di cui avrete sicuramente bisogno (molti files .img sono zippati per risparmiare spazio) è 7Z (7.Zip), un’applicazione “open source” (come al solito) per compattare / scompattare files. E’ molto efficiente, apre praticamente qualsiasi tipo di archivio e si integra nella shell di Windows.
Se il prezioso tecnicismo “si integra nella shell” vi fa venire in mente solo una scena al distributore di benzina, allora mi correggo e dico: “il programma aggiunge se stesso al menù che viene fuori quando cliccate su un file con il tasto DESTRO del mouse”.
Il link per accedere al sito dove potrete scaricare il programma è, naturalmente, nella colonna a destra della pagina, sotto “links utili”.

io protesto #2 (amarcord)

In questi ultimi giorni, quando guardo la TV, non cerco film o partite, solo canali di notizie, tipicamente Rai News e TGcom24. Voglio sapere che succede, voglio essere informato. Per usare un “francesismo”, qui sta andando tutto a puttane e io voglio essere aggiornato, che cavolo. Ogni giorno una delusione: terribile. Io ho votato Berlusconi fin dai primi momenti: l’ho sempre considerato un Napoleone non Còrso, un uomo in grado di cambiare il mondo. Ha fatto grandi cose, ha rivoluzionato davvero l’Italia, come nessuno prima aveva fatto. Ma ora ? Dopo una votazione in cui, invece dei 316 voti che si aspettava, ne ha presi 308 (ed ha scritto “8 traditori” su un foglietto), ha lasciato che un governo regolarmente eletto fosse ANNULLATO, nel giro di TRE GIORNI, da un nuovo senatore a vita (visto che dovevamo risparmiare sui costi della politica) di nome Mario Monti. Oh, Berlusconi, quanto mi hai deluso. Io ho perfino litigato CON I MIEI FIGLI, per te. Io ti ho sorretto, ho difeso a spada tratta anche le tue avventure con le nipoti di questo e di quello, perché in cuor mio spero di averne di simili alla tua età. Io ho difeso ogni tua azione, perché tu arricchisci te stesso, ma nel contempo generi benessere per le decine di migliaia di persone che lavorano per le tue aziende. Io credevo in te, profondamente. E tu hai lasciato che un pezzo di imbecille sostituisse il tuo ruolo di primo ministro. NOI, i cittadini ITALIANI, ti avevamo votato, ti avevamo dato una maggioranza PODEROSA ! Ti avevamo chiesto, dopo la parentesi dei “24 mila baci”, il 2 per mille dei voti con cui Prodi si mise a far danni simili a quelli odierni in un passato che dovrebbe essere non difficile da rammentare, di usare il tuo acume e la tua capacità di tenere insieme persone così diverse come i capi dei cento gruppuscoli politici italiani. Tu ci eri riuscito, avevi tessuto le trame, avevi smussato gli spigoli, avevi fatto “il politico”, dando alla maggioranza il massimo che poteva avere, senza offendere la minoranza.

Ora le cose sono diverse: c’è un primo ministro che io NON HO VOTATO e che io NON RISPETTO e che io NON VOGLIO CHE MI GOVERNI. Possiamo, per favore, far decidere al popolo chi deve rappresentarlo ? Questa non è nemmeno più una oligarchia, è una DITTATURA e pare che al popolo siano rimaste poche chances : spararsi, impiccarsi o annegarsi. E io MI OPPONGO. Io lo mando “a quel paese” quel “bravuomo” che nel 2002 firmava con una “Montblanc” un patto di stabilità che era impossibile da sostenere e che adesso, quando la gente si ammazza per la vergogna di non poter pagare i debiti dice : “chi ha generato la crisi, rifletta“. La crisi l’hanno generata quelli che (ah, la memoria, che organo sopravvalutato) in un sol giorno fecero passare il valore del marco tedesco da 700 a 1000 lire (il signor Prodi) e che poco dopo accettarono (DOPO LA SVALUTAZIONE ENORME già applicata) di convertire un euro a 1936,27 lire. Se Monti ha qualcosa in ordine nella testa, sono solo i capelli. Complimenti al suo barbiere.