Ivan si è addormentato sul divano, poco dopo essere rientrato a casa. Ha dormito molte ore, anche perché di fuori un cielo grigio incombente soffocava qualsiasi anelito alla vita. Ivan si è svegliato verso le cinque del pomeriggio ed ha acceso il fornelletto elettrico, mettendo a scaldare dell’acqua in un pentolino. Ogni giorno Ivan prende una tazza di thé, con qualche biscotto spalmato di marmellata d’arancia. Il suo unico lusso. Mentre beve il thé, Ivan resta seduto sul divano, anziché sdraiato, e accende la TV per sentire se ci sono novità. Il thé è caldo e profumato, i biscotti con la marmellata sono già finiti, e il telegiornale comincia. Il parlamento ha dato la fiducia a Monti, di nuovo. Ivan è costernato. Dopo le recenti elezioni amministrative, si era palesato un certo disprezzo, da parte degli elettori, per le scelte dei partiti di seguire una linea di governo evidentemente fallimentare. Gli elettori (quei poveri ingenui) avevano sperato che quel “messaggio” potesse essere sufficiente, ma non è stato così. Ivan è già di cattivo umore. Poi sente che il comandante Schettino, quello della “Concordia”, dopo cinque mesi di indagini, è stato dichiarato “inadatto al comando” e si dice: “però, una deduzione difficile” e ricorda le 30 persone morte in quel naufragio di un transatlantico a 30 metri dalla riva. Ricorda una famosa registrazione audio mandata mille volte nei telegiornali nei mesi passati, “comandante, la gente comincia a salire da sola sulle scialuppe..” e lui: “vabbuo’ “. Poi Ivan pensa a quando (e se) ci sarà una sentenza per il naufragio di Monti, che ha fatto anche più vittime di quello di Schettino; sentiremo, un giorno, una registrazione tipo: “comandante, la nazione sta cominciando a salire da sola sulle scialuppe” e lui: “ne prendo atto, adesso metterò la cosa in agenda e ne discuteremo la prossima primavera, se non avrò problemi più gravi, come l’impressione che faccio ai MERCATI e la messa in piega dei miei capelli” ?
Ivan si chiede se verrà mail il giorno in cui un giudice dirà, in una sentenza, che il primo ministro Monti “è inadatto al comando”, ma ormai ha perso la voglia di agire, ha perso la fiducia anche in Berlusconi, lo ha visto mantenere l’appoggio al governo usurpatore… Ivan aveva una foto di Berlusconi sopra il televisore e lo stimava come uomo, prima di tutto. Ora si sente tradito, ma tradito/deluso/affranto, sente che non ha mai capito chi fosse davvero quell’uomo. Ivan cancella Berlusconi dalla sua agenda. Basta.
Mentre il sole, dietro le nubi, scompare e lascia che il grigio si trasformi in nero, Ivan si mette a piangere, sul suo divano, e getta via il sacchetto usato del thé, che si incolla, ancora umido, sul vetro della finestra. Non ci sono molte cose da fare, la storia è finita, gli eroi sono morti, gli usurpatori vincono ignorando la voce del popolo. Pensano di capire di più e meglio del popolo, pensano di poter sostituire il popolo nelle decisioni “che contano”. Ivan matura una decisione: domani andrà nella più vicina sede della Lega e si iscriverà al partito. Ivan è stufo di gridare contro il televisore che gli manda notizie in cui si vede benissimo che il suo parere è totalmente ininfluente sulle scelte del “governicchio” usurpatore. Andrà alla sede della Lega e diventerà un “leghista”, perché Ivan rispetta quelli che prendono posizione contro le ingiustizie e se poi qualcuno gli dirà, per strada, che quelli hanno fatto imbrogli, che qualcuno di loro ha rubato, lui andrà comunque a iscriversi, perché non crede agli scandali, specie quando ci sono “autisti” che montano preventivamente (chissà per quale scopo) telecamere spia nelle automobili dei loro datori di lavoro e poi mandano le registrazioni (montate in modo professionale e con il taglio perfetto per non lasciare dubbi) ai giornali o alla magistratura, giusto una settimana prima delle elezioni, in modo da scoraggiare L’ ENORME voto a favore di quel partito che ci sarebbe stato (ovviamente, un voto di protesta). Questi ignoti cospiratori, agendo così, hanno favorito il movimento delle cinque stelle, che però Ivan crede sia assolutamente fuori da qualsiasi “piano” e che sia formato solo da brave persone, appassionate in quello che fanno e parecchio stufe dei soprusi che continuano ad essere perpetrati nel Paese. Ivan, quindi, si iscriverà alla Lega e inizierà a fare la sua parte per cacciare via non solo l’attuale governo usurpatore del proprio titolo, ma anche tutti gli altri personaggi che hanno determinato la fine di una maggioranza poderosa (la più ampia degli ultimi venti anni) solo per incapacità di produrre un programma migliore e per l’invidia e la malevolenza verso chi stava lavorando bene. Stavano lavorando bene nonostante gli attacchi quotidiani, sia mediatici che giuridici, provenienti da piccoli ed organizzati gruppi di guastatori, soldati di grandi lobbies e di piccole caste. Ivan inizierà una militanza politica, con un partito che pensava lontanissimo da lui.
Ivan inizierà, sempre che domani si svegli. Ivan lascia un biglietto sotto la lampada. Domani non sarò più quello di prima.




